Scopri il Museo Diocesano di Rossano con il Codex Purpureus, il Castello Ducale di Corigliano e l’area archeologica di Sibari
Tra i gioielli storici, artistici e culturali del territorio cosentino spicca il Museo Diocesano di Arte Sacra di Rossano, inaugurato il 18 ottobre 1952.
Primo Museo Diocesano della Calabria e tra i primi in Italia, il museo conserva preziose testimonianze artistiche e oggetti sacri, a cui nel tempo si sono aggiunte donazioni private e opere di varie epoche.
Codex Purpureus Rossanensis, un patrimonio dell’umanità
Il Codex Purpureus Rossanensis, riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio Universale dell’Umanità, è uno degli evangeliari più antichi e preziosi al mondo.
Le sue miniature bizantine e il testo dei Vangeli di Matteo e Marco lo rendono un capolavoro unico.
E ci si sente un po’ Guglielmo da Baskerville nella Biblioteca dell’Abbazia del “Nome della Rosa” ad ammirare in silenzio il lavoro dell’ignoto autore di questa meraviglia.
Il Castello Ducale di Corigliano Calabro, una storica fortezza
Il Castello Ducale di Corigliano Calabro, uno dei castelli meglio conservati del Sud Italia, racconta la storia della regione attraverso le sue pietre.
Dall’XI secolo, ha visto il passaggio di Normanni, Angioini e Aragonesi, trasformandosi da baluardo militare in dimora signorile.
Il Castello oggi, cultura e tradizione
Oggi il Castello Ducale è un luogo di cultura, ospitando un museo, mostre periodiche, spettaccoli, convegni e cerimonie.
È un simbolo vivente della storia di Corigliano e offre ai visitatori un coinvolgente viaggio nel tempo.
Prima di godere di un incantevole panorama, ci si può perdere tra le mura e il vero e proprio labirinto di scale, stanze e corridoi.
Sibari, la culla della civiltà della Magna Grecia
L’area archeologica di Sibari, con il Museo della Sibaritide, testimonia la grandezza della Magna Grecia.
I reperti esposti narrano la storia di un territorio che fu fulcro di civiltà e di commerci.
Amendolara e il Parco del Cavallo, un viaggio nella Storia
Il Museo Archeologico Nazionale di Amendolara e l’area di Parco del Cavallo offrono un percorso attraverso le epoche.
Da Thurii a Copia, i visitatori possono esplorare i resti del teatro, delle terme e di una domus, che testimoniano la ricchezza del passato.
Casa Bianca, un antico sito a molti strati
L’area archeologica di Casa Bianca rivela la storia di Thurii e Copia.
Strutture circolari, resti di santuari e tombe monumentali raccontano la vita delle antiche civiltà che hanno abitato queste terre.
E, nei pensieri, si prova a immaginare chi ha avuto nelle mani, secoli e secoli fa, quel preciso oggetto protetto dal vetro della teca nel Museo.
La sua storia personale, le sue emozioni, le sue paure e i suoi sogni.
Nello stesso modo, camminando il più delicatamente possibile sulle pietre che restano delle antiche strade, si pensa al via vai di un giorno qualunque di più di duemila anni fa, agli affari, ai commerci, alle discussioni nell’Agorà o nel successivo Foro della romana Copia.
E quasi ci si commuove per aver visto così tanta bellezza andando sempre più indietro nel tempo.
Il tempo della nostra civiltà, della cultura di cui siamo eredi forse immeritatamente.
