Giganti della Sila: la riserva FAI con i pini secolari

Pini larici dei Giganti della Sila, riserva FAI di Fallistro

A 1.420 metri nel Parco Nazionale della Sila, in provincia di Cosenza, 58 pini larici alti fino a 45 metri e 350 anni formano il bosco-reliquia gestito dal FAI dal 2016

In località Fallistro (o Croce di Magara), nel comune di Spezzano della Sila, la Riserva Naturale Biogenetica I Giganti della Sila conserva quanto resta dell’antica selva silana citata da Strabone, Virgilio e Plinio. La riserva, istituita con DM 426 del 21 luglio 1987, copre 5,44 ettari ed è affidata al FAI dall’Ente Parco Nazionale della Sila dal 2016. Nel 2024 è stata il sito FAI più visitato d’Italia con circa 40.000 visitatori.

Tronchi dei pini larici gigantiI Baroni Mollo e il Casino

I 58 esemplari ultrasecolari di pino laricio (Pinus nigra var. calabrica, simbolo della Regione Calabria) e gli aceri montani furono piantati nella prima metà del Seicento, dopo che la famiglia baronale Mollo di Cosenza acquistò nel 1631 il vicino Casino di caccia. Alcuni aceri ai margini del viale d’accesso hanno circa 380 anni e furono probabilmente impiantati a riparo del Casino dai venti di ponente.

La selva fu sfruttata per secoli per estrarre dai tronchi la cosiddetta pece bruzia, resina infiammabile già nota in epoca romana — Strabone scrive che la Sila produceva la pece migliore del mondo conosciuto. La pratica, oggetto di provvedimenti del governo di Napoli tra Sei e Settecento per limitarne lo sfruttamento, proseguì fino al Novecento. Dopo la Seconda Guerra Mondiale i terreni furono espropriati e poi reintegrati nel patrimonio dell’ex Azienda di Stato per le Foreste Demaniali, che insieme alla famiglia Mollo promosse l’istituzione della Riserva Biogenetica.

Nel 2016 il Casino è stato donato al FAI da Maria Silvia, Beatrice e Giovanna Mollo in memoria del fratello Vincenzo Maria. Restaurato grazie ai fondi PNRR, il Casino Mollo ha riaperto al pubblico nel luglio 2025 come spazio di accoglienza e centro didattico.

Sentiero della Riserva dei GigantiIl bosco e la visita

Il sentiero di visita è un anello di circa un chilometro, percorribile a piedi. Lungo il tracciato ogni pino è schedato e segnalato con tabella informativa. Tra gli animali tipici della riserva, lo scoiattolo nero meridionale (Sciurus meridionalis), endemico del Sud Italia, picchi rossi e neri, volpi e rapaci come poiana e gheppio.

Vista panoramica della riserva
© Camera di Commercio di Cosenza

Il Parco Nazionale della Sila

La riserva ricade dentro il Parco Nazionale della Sila, istituito nel 2002 e che si estende per circa 74.000 ettari su tre comprensori: Sila Greca, Sila Grande e Sila Piccola. L’altipiano alterna foreste di pino laricio e faggi, torbiere, laghi (Cecita, Arvo, Ampollino), corsi d’acqua e pascoli. La fauna del parco comprende il lupo appenninico, il capriolo italico, il gatto selvatico, il driomio, vari rapaci e numerose specie acquatiche dei laghi.

Attività sul territorio

Il Parco offre escursioni a piedi, in mountain bike e a cavallo lungo sentieri segnati, bird watching, percorsi tematici e attività didattiche. In inverno le stazioni sciistiche di Camigliatello Silano, Lorica e Villaggio Palumbo offrono sci di fondo e di discesa.

Cupone e il Treno della Sila

Non lontano dalla riserva si trovano due altri presidi della Sila. A Cupone, antica segheria poi centro di produzione di trementina, ha sede un centro visite del Parco con laboratorio didattico e percorso ornitologico sul lago Cecita. Il Treno della Sila, attivo dal 1926 sulla linea storica a scartamento ridotto, collega Moccone-Camigliatello-San Nicola Silvana Mansio: la stazione di San Nicola, a 1.404 metri, è la più alta stazione a scartamento ridotto d’Europa.

Informazioni e prenotazioni sul sito del FAI e su gigantidellasila.it.

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