Talosa, una storia familiare e una tradizione enologica secolare

Un colle a 605 metri sul livello del mare, tra la Valdichiana e Val d’ Orcia. Una città certamente abitata in epoca etrusca, nota con il nome di MonsPolitianus, che domina sulle vallate e i territori circostanti resi ancor più gradevoli dalle coltivazioni di olivi e vigneti e dai molteplici aspetti naturali della zona, come le colline cretose e i cipressi che modellano verticalmente il paesaggio.

A Montepulciano inizia la storia della Fattoria della Talosa

L’azienda vitivinicola della famiglia Jacorossi, che da tre generazioni ha legato il proprio nome a un luogo vocato alla produzione di grandi vini. Oggi, nel cuore di Montepulciano, a pochi passi da Piazza Grande, nelle gallerie che corrono sotto due tra gli edifici più antichi della città, Palazzo Tarugi e Palazzo Sinatti, il vino riposa nella Cantina Storica di Talosa, si affina e diventa “Nobile”.

La famiglia Jacorossi è proprietaria dell’azienda dal 1972. Tutto ha inizio da un’intuizione di Angelo Jacorossi, imprenditore romano, alla ricerca di un buen ritiro dove stemperare la frenesia della vita cittadina: si innamora di Montepulciano, di una piccola cantina e di un angolo di terra con cui stringerà un legame tuttora indissolubile. Negli anni, la piccola cantina è cresciuta, Talosa oggi è un’azienda e questo “angolo di terra” è una meraviglia di 33 ettari di vigneti.

Il punto di svolta nella storia recente di Talosa è il 2004

L’azienda ridisegna le proprie strutture e ridefinisce la produzione vinicola. Viene progettato e inaugurato il nuovo centro aziendale, davanti ai vigneti, dove vengono spostati gli uffici e concentrate le diverse fasi di vinificazione, maturazione, imbottigliamento, affinamento e logistica. Contestualmente, nuove botti entrano in cantina: tonneaux e barrique, dove oggi riposa una parte del vino di Talosa, si aggiungono alle grandi botti che continuano a essere utilizzate nella Cantina Storica per l’invecchiamento del Vino Nobile di Montepulciano.

Talosa cambia marcia: una trasformazione che comporta l’aggiornamento dei modelli organizzativi e di lavorazione e promuove la crescita degli standard di produzione enologica, che raggiungeranno, negli anni, livelli di eccellenza. L’anno successivo, nel 2005, nel centro aziendale fanno il loro ingresso quattro tini tronco conici in acciaio, al fine di ottenere una redistribuzione più funzionale del vino e ottimizzare il lavoro durante la vinificazione.

Nel 2006 il rinnovamento coinvolge anche la vigna. I vecchi vigneti, alcuni dei quali risalenti agli anni ’70, vengono sostituiti da nuovi impianti. Le scelte dei cloni e dei portainnesti avvengono attraverso un’attenta valutazione del terreno, ricco di tufo e sabbie argillose, con l’obiettivo di produrre vini di grande eleganza. I nuovi vigneti, quasi tutti di uve Sangiovese, vengono piantati tenendo conto delle pendenze e delle contropendenze del terreno e disposti con un diverso orientamento dei filari rispetto al passato: non più est-ovest, ma nord-sud così da garantire ai grappoli la massima illuminazione.

I nuovi impianti rappresentano un investimento sostenuto nell’ottica del miglioramento qualitativo della produzione, che ha coinvolto l’azienda per i successivi quattro anni: nel 2006 i nuovi vigneti sono stati piantumati su un’area di 6 ettari, nel 2008 su altri 8 ettari e infine nel 2010 le nuove uve vengono piantate su una superficie di 2 ettari.

Il 1° maggio 2010 Talosa apre al pubblico la Cantina Storica

L’accoglienza e l’enoturismo diventano centrali nell’offerta di Talosa al pubblico. I lavori di ammodernamento si svolgono seguendo rigidi protocolli, nel rispetto del valore artistico e culturale della cantina, e coinvolgono anche le grandi botti in cui matura il Vino Nobile di Montepulciano: 7 nuove botti da 50 ettolitri e 10 botti da 10ettolitri sostituiscono le più datate, già utilizzate nel corso dei decenni per tre o quattro passaggi del vino.

Cinque anni dopo, il 1° maggio 2015, Talosa inaugura una nuova sala di degustazione ricavata in un’area precedentemente utilizzata come magazzino e deposito di strumenti di lavoro, spostati poi nel centro aziendale. Nel 2012 vengono sostituite anche le vasche, con il vetroresina che cede il passo all’acciaio: 8 nuove vasche da 150 ettolitri, e altrettante più piccole da 50 ettolitri, sono ideali per la fermentazione del mosto.

Negli ultimi anni Talosa potenzia ulteriormente la propria struttura commerciale con l’obiettivo di valorizzare al meglio propri prodotti su scala nazionale e internazionale: non solo il vino, ma anche l’olio, la grappa ottenuta distillando le vinacce del Vino Nobile di Montepulciano e il brandy. L’offerta enologica si accompagna, ormai, a quella enoturistica e dal 2019 i visitatori e gli appassionati possono godere dei soggiorni a Villa Talosa, la splendida residenza nel cuore dei vigneti della Fattoria, che rappresenta il completamento di un processo di rinnovamento iniziato oltre 15 anni fa e tutt’ora in movimento.

Informazioni: http://www.talosa.it

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